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ToggleDa dove deriva lo stress e perché ti senti stressato anche senza motivo
Ti capita di sentirti stressato? Al giorno d’oggi non è difficile che accada.
Magari anche quando non stai facendo nulla di così pesante…
non hai una scadenza immediata…
non c’è qualcuno che ti sta pressando in quel momento…
Eppure… dentro senti tensione…
come se qualcosa fosse sempre acceso…
A volte impieghi tempo a rendertene conto e quando ci arrivi allora dici:
“sono stressato”
Ma ancora non trovi una causa vera e propria.
Da dove deriva lo stress: una sola parola per diverse cause
Se ti fermi ad osservare bene,
ti accorgi che chiamiamo stress situazioni molto diverse tra loro:
- quando hai troppe cose da fare
- quando non sai cosa succederà
- quando non capisci una persona
- quando ti senti bloccato
- quando non sai trovare una direzione alla tua vita…
E qui c’è da dire una cosa:
Delle possibili cause diverse, lo stress, in realtà, è un segnale…
Un segnale che qualcosa nel tuo sistema interno non è in equilibrio.
Come funziona lo stress nel cervello: amigdala e cortisolo
Dal punto di vista del cervello,
lo stress è una risposta di sopravvivenza.
Quando il cervello percepisce una minaccia,
avverte incertezza o perdita di controllo,
si attiva una piccola struttura chiamata amigdala,
che funziona come un sistema di allarme.
A quel punto il corpo rilascia cortisolo,
preparandosi a reagire.
È il nostro sistema naturale.
Quello che ci ha permesso di sopravvivere nel corso della nostra evoluzione.
Perché siamo sempre stressati: lo stress senza pericolo reale
Il problema è che oggi questo sistema si attiva anche quando non c’è un pericolo reale:
basta una mail…
un messaggio…
un silenzio…
un dubbio…
un pensiero…
E il corpo reagisce come se ci fosse una minaccia vera.
Quindi… non è solo “troppo da fare”.
È qualcosa di più sottile.
Perché ti senti stressato anche senza fare nulla
Quindi, puoi essere seduto sul divano,
senza fare nulla,
e sentirti comunque in tensione…
Oppure puoi avere una giornata piena,
ma sentirti centrato.
Allora la domanda diventa:
da dove nasce in realtà lo stress?
Lo stress è un’attivazione al giorno d’oggi diventata sottile che può avere una sola causa,
oppure, come accade spesso, derivare da un insieme di stati diversi.
E in questo percorso ti accompagno a riconoscere i diversi volti dello stress.
Capirai che, come dice Jon Kabat-Zinn nel suo libro “Full Catastrophe Living”:
“non sono tanto gli eventi stressanti in sé,
ma il modo in cui li vediamo e ci relazioniamo ad essi
che determina quanto ne siamo influenzati”.
Non è solo quello che succede.
È il modo in cui lo stiamo vivendo.
Ma allora…
Cosa stiamo davvero vivendo quando diciamo “sono stressato”?
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Stress da sovraccarico: quando hai troppe cose da fare
Il primo tipo di stress è quello più riconoscibile:
lo stress da sovraccarico.
Quando hai troppe cose da fare,
quando tutto si accumula
e senti che non hai abbastanza tempo.
Scadenze… impegni… richieste continue…
E la mente non si ferma mai.
Qui lo stress nasce da un eccesso:
troppo da gestire,
troppo da tenere insieme.
E il corpo resta sempre attivo,
come se non potesse mai spegnersi.
Stress da incertezza: quando non sai cosa succederà
Poi c’è uno stress più silenzioso:
lo stress da incertezza.
Nasce quando non sai cosa succederà…
quando aspetti una risposta,
una chiamata,
un messaggio,
un esito…
E resti sospeso.
Non puoi agire.
Non puoi decidere.
Puoi solo aspettare.
E quella attesa diventa tensione,
perché la mente non riesce a prevedere.
Stress da mancanza di controllo: quando ti senti in balia
Un altro tipo di stress è quando senti di non avere controllo.
Le cose accadono…
ma non dipendono da te.
Non puoi cambiarle.
Non puoi influenzarle.
E ti senti in balia.
Qui lo stress non nasce da quello che succede,
ma dal fatto che non puoi farci nulla.
E questo crea una tensione profonda.
Stress da mancanza di direzione: quando non sai dove stai andando
Poi c’è uno stress ancora più difficile da riconoscere:
lo stress da mancanza di direzione.
Nasce quando non sai dove stai andando.
Non c’è qualcosa che non va all’esterno…
ma dentro senti inquietudine.
Non è fatica.
È disorientamento.
Come se stessi andando avanti
ma senza una direzione chiara.
E la mente, quando non vede un “dopo”,
entra in allerta.
E allora anche il riposo diventa inquieto.
Stress relazionale: quando non capisci l’altro
Poi c’è lo stress relazionale.
Nasce nelle relazioni,
quando senti che qualcosa non va
ma non viene detto.
Quando le parole non arrivano…
o arrivano nel modo sbagliato…
Quando non capisci cosa prova l’altro.
Qui lo stress nasce dall’ambiguità,
perché la mente cerca chiarezza
ma trova silenzio.
Stress mentale: il rimuginio
E poi c’è quello più invisibile:
lo stress mentale.
Pensieri continui…
analisi…
dubbi…
autocritica…
Anche quando non hai un sovraccarico di stimoli esterni,
dentro non si spegne nulla.
Qui lo stress non viene dal mondo,
ma da come la mente lo interpreta.
E spesso non è uno solo di questi…
È la combinazione.
Un po’ di incertezza…
un po’ di sovraccarico…
un po’ di mancanza di direzione…
E la mente si satura.
E allora diciamo:
“sono stressato”
Perché oggi siamo sempre più stressati: le cause moderne dello stress
Abbiamo visto i diversi volti dello stress…
ma c’è un’altra domanda importante:
Perché oggi lo sentiamo così tanto?
Il nostro cervello non è cambiato molto.
È un sistema antico.
Ma il mondo in cui viviamo è completamente diverso.
Stimoli continui.
Informazioni costanti.
Richieste invisibili.
Notifiche… messaggi… email…
Non c’è mai un vero stop.
E il sistema nervoso resta attivo,
anche quando il corpo è fermo.
Inoltre,
viviamo in un’epoca in cui tutto cambia velocemente.
E questo crea una condizione costante di incertezza.
Poi c’è il confronto.
Vediamo continuamente vite degli altri…
risultati… immagini di perfezione…
E iniziamo a misurarci.
E questo crea tensione.
E infine:
- siamo sempre più nella mente
- e sempre meno nel corpo
Pensiamo… analizziamo… anticipiamo…
Ma non sentiamo.
e quando perdiamo il contatto con il corpo
perdiamo anche il primo segnale di stress
e allora ce ne accorgiamo solo quando è già alto.
Quindi, non è solo una questione personale,
è anche il mondo in cui viviamo, un mondo veloce, incerto, pieno di stimoli
che mantiene il nostro sistema costantemente attivo.
Come ridurre lo stress: cosa puoi fare
Ma capire questo non serve a sentirsi sopraffatti, serve a fare qualcosa di diverso.
Se lo stress è un sistema, possiamo iniziare a regolarlo.
Il primo passo è riconoscere:
Che tipo di stress sto vivendo?
Dare un nome per mette di circoscrivere il problema.
Il secondo passo è creare spazio.
Non aggiungere…
ma togliere.
Meno stimoli.
Meno sovraccarico.
Più pause.
E poi tornare al corpo.
Respirare lentamente.
Sentire.
Rallentare.
Non è banale.
È regolazione.
Il punto non è eliminare lo stress:
ma imparare ad ascoltarlo.
In modo che ci diventi amico. Un segnale prezioso.
Comprendere lo stress per trasformarlo
Ora… fermati un attimo…
E mentre leggi, prova a chiederti:
Quale tipo di stress riconosco di più nella mia vita?
Se inizi a fermarti,
ad ascoltare,
a distinguere quello che senti…
qualcosa comincia a cambiare.
Non diventa subito facile.
Ma diventa più chiaro.
E quando qualcosa è chiaro,
fa meno paura, è più gestibile.
Questo contenuto fa parte della serie di articoli dedicati allo STRESS in tutte le sue dimensioni. L’abbiamo creata per esplorare il rapporto tra stress, mente, corpo e sistema nervoso attraverso approfondimenti neuroscientifici ed esperienze pratiche di mindfulness. Puoi trovare la playlist dei relativi video su:
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Jon Kabat-Zinn — Full Catastrophe Living https://www.google.com/search?q=Full+…
Jon Kabat-Zinn — Wherever You Go, There You Are https://www.google.com/search?q=Where…
Hans Selye (1936) — A Syndrome Produced by Diverse Nocuous Agents https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/arti…
Joseph LeDoux (1996) — The Emotional Brain https://archive.org/details/emotional…
Robert Sapolsky (2004) — Why Zebras Don’t Get Ulcers https://archive.org/details/whyzebras…
Amy Arnsten (2009) — Stress signalling pathways that impair prefrontal cortex structure and function https://www.nature.com/articles/nrn2648
Sonia Bishop (2007) — Neurocognitive mechanisms of anxiety: an integrative account https://www.nature.com/articles/nrn2573
Karl Friston (2009) — The free-energy principle: a rough guide to the brain https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/arti…
Matthew Lieberman et al. (2007) — Putting Feelings into Words https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/arti…
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