
Conoscere sé stessi attraverso i Chakra e i Canali Energetici.
Conoscere se stessi significa comprendere non solo la mente e le emozioni, ma anche la propria struttura energetica. I chakra e i canali energetici rappresentano infatti una mappa fondamentale per leggere il funzionamento profondo dell’essere umano sul piano fisico, psicologico, sottile e spirituale.
In questa guida introduttiva vedremo cosa sono i chakra, come operano all’interno dell’aura e dei corpi sottili, quale relazione hanno con i canali energetici e perché il loro equilibrio è considerato essenziale per il benessere e per la crescita interiore. Esamineremo anche alcuni chakra meno conosciuti ma molto importanti, insieme a concetti chiave come Sushumna, Ida, Pingala, Kundalini e Antahkarana.
“L’uomo è un arcobaleno,
racchiude in sé tutti e sette i colori:
questa è la sua bellezza ed è anche il suo problema.
L’uomo è multidimensionale, ha sfaccettature molteplici.
Il suo essere non è semplice, è un’incredibile complessità;
e da quella complessità nasce l’armonia
che noi chiamiamo Dio: la melodia divina. […]
L’uomo è un arcobaleno, dico, perché un arcobaleno
ti fornirà la prospettiva globale in cui l’uomo può essere compreso:
dal punto più basso al più elevato.
L’arcobaleno ha sette colori,
l’uomo ha sette centri del proprio essere.
L’allegoria del sette è molto antica;
in India ha preso la forma dei sette chakra:
il più basso è il Muladhara, il più alto è il Sahasrara
e tra questi due ci sono cinque passi, altri cinque Chakra.
L’uomo deve passare attraverso tutti questi sette chakra, sette passi verso il divino.”
Osho
(estratto dal libro Chakra: la forza della vita)
Cosa sono i chakra
Chakra è una parola sanscrita il cui significato nella nostra lingua vuol dire ruota, disco. In termini esoterici, indica ciascuno dei centri di ricezione e trasmissione energetica del corpo umano. I chakra sono vere e proprie entità intelligenti, roteanti, attraverso cui il corpo umano metabolizza, sia in entrata che in uscita, il Prana universale, irrorando ed energizzando l’apparato psicofisico.
Componenti base dell’aura e dei corpi sottili, i chakra, a seconda della loro posizione nel corpo, svolgono una miriade di compiti basilari per il nostro funzionamento, la nostra salute, la nostra crescita spirituale e la nostra evoluzione. Ognuno di essi, infatti, è correlato ai vari livelli di coscienza, alle varie dimensioni e mondi ultra-visibili, agli elementi archetipici, alle fasi inerenti allo sviluppo della vita, ai colori, ai suoni e a molti altri aspetti dell’esistenza.
Avere dei chakra puliti, armonici e in perfetta salute è la base per il nostro benessere.
Secondo i testi tradizionali si parla di 88.000 chakra. Ciò vuol dire che nel nostro corpo ogni parte è irrorata energeticamente, ed anche quella più infinitamente piccola possiede un suo chakra, seppur minuscolo. Esistono quindi innumerevoli chakra secondari, di cui circa quaranta sono di un certo rilievo. Essi sono disseminati in tutto il corpo, in corrispondenza di organi, ghiandole minori, giunture e snodi articolari, eccetera.
La maggior parte delle scuole esoteriche prende in considerazione solo i sette chakra considerati principali perché corrispondono alle maggiori ghiandole endocrine, e anche per la loro grandezza; ma alcune di esse, prendendo spunto dai testi esoterici di A.A. Bailey, ne includono altri. Ad esempio il Pranic Healing ne prende in considerazione undici, ritenendoli, a ragione, di rilevante importanza.
In questa sede esamineremo i chakra in generale, fornendo qualche cenno anche su altri tra essi che possono avere una funzione delicata e da non sottovalutare, così come accenneremo ai canali energetici, in quanto strettamente connessi all’irrorazione pranica, con qualche nota sul modo in cui l’energia si muove al loro interno. Riserveremo più in là uno spazio ad ogni chakra, guardando ciascuno da vicino in maniera dettagliata.
Come funzionano i chakra nel corpo energetico
Ciascun chakra principale è posizionato lungo la spina dorsale, a partire dall’osso sacro, su fino alla parte più alta della testa, al centro del cranio. Solo il primo e l’ultimo guardano rispettivamente verso il basso e verso l’alto, mentre gli altri si affacciano all’esterno, sia sul davanti che, per alcuni (il chakra del plesso solare e il chakra del cuore), sulla parte posteriore. Ciascuno di questi centri è connesso ai gangli principali dei nervi che si ramificano dalla colonna vertebrale.
In generale, i chakra assorbono e assimilano il Prana dal sole, dall’aria e dalla terra e lo distribuiscono alle varie parti del corpo. Essendo entità intelligenti, essi sono in grado di gestire i flussi energetici sia in entrata che in uscita, al fine di rendere ottimale il funzionamento del corpo e della mente dell’essere umano, nonché predisporre nella sua interiorità il terreno per la sua evoluzione spirituale.
I 7 chakra maggiori hanno la delicata funzione di controllare ed energizzare le ghiandole endocrine e, tra di loro, quelli situati dalla zona cardiaca in su sono anche preposti allo sviluppo delle qualità psichiche; di qui la loro importanza in quanto chakra principali.
Chakra secondari di rilevante importanza
Altri 4 chakra importantissimi che meriterebbero di essere presi in maggiore considerazione per il loro ruolo sono:
- il Chakra Splenico (dall’inglese spleen = milza; infatti è situato proprio all’altezza di questa, che è l’organo linfoide secondario più grande del sistema linfatico), che ha un ruolo essenziale, e cioè quello di fungere da porta d’ingresso per i globuli di vitalità dell’aria, permettendo agli altri chakra di esserne irrorati a sufficienza. Essendo inoltre così vicino alla milza, che comunque ha un suo proprio chakra, esso contribuisce a purificare il sangue dai germi portatori di malattie;
- il Meng Mein, situato sul retro, nella zona lombare, tra il chakra di base ed il chakra dell’ombelico, all’altezza dei reni e delle ghiandole surrenali che sovrintende ed energizza, controlla la pressione sanguigna ed è responsabile del pompaggio del Prana dal chakra di base in alto verso tutti gli altri chakra: se dunque questo chakra è deficitario, tutti gli altri chakra non riceveranno energia adeguata;
- il Chakra dell’Ombelico, che è strettamente collegato all’intestino ed è responsabile della vitalità dell’individuo;
- il Chakra della Fronte, situato leggermente più su rispetto all’Ajna chakra o terzo occhio, che ha la funzione delicata di controllare tutto il sistema nervoso e, insieme al chakra della corona, di controllare ed energizzare la ghiandola pineale.

Anatomia di un chakra
A guardare la loro conformazione, ogni chakra appare come composto di petali, il cui numero varia per ciascuno, aumentando dal basso verso l’alto; di qui l’associazione all’idea del fiore, per cui gli si attribuisce anche il nome di loto.
Proprio come i fiori, sono dotati di una radice che affonda nel canale energetico corrispondente, di uno stelo e di una corona, oltre che di una membrana protettiva che filtra le energie in ingresso, proteggendo dagli elementi nocivi. Come per i fiori, inoltre, la loro dimensione varia a seconda del loro sviluppo e della loro maggiore apertura o chiusura; queste ultime, a loro volta, si ripercuotono sulla più o meno buona salute degli apparati ed organi cui essi corrispondono, così come sulle condizioni psicologiche dell’individuo. Un chakra può essere svuotato e quindi ipo-attivo, se non chiuso, oppure congestionato ed iper-attivo e quindi eccessivamente aperto.
Chakra, emozioni e condizionamenti psicologici
Sul piano psicologico, nei chakra sedimentano tutte le forme pensiero da noi prodotte nel corso della nostra vita in seguito alle nostre esperienze, in particolare quelle della prima infanzia, da cui derivano le relative convinzioni e i successivi condizionamenti nel comportamento e le conseguenti attitudini mentali riguardo a noi stessi ed al mondo che ci circonda.
Se abbiamo subito un trauma, la relativa congestione energetica generata all’interno di un determinato chakra può arrivare a costituire un vero e proprio blocco che non ci permette di vivere la vita in maniera armoniosa ed appagante. Questo perché in ogni chakra restano registrati tutti gli imprinting emozionali di tutte le esperienze vissute da un individuo e di come egli le ha interpretate e metabolizzate, e che arrivano a costituire le fondamenta delle abitudini comportamentali su cui si basa la sua capacità di esprimersi o meno al meglio in ogni situazione. Sono i cosiddetti condizionamenti, che possono tradursi in manifestazioni di bassa autostima, vittimismo, non accettazione, paura, incapacità di comunicare i propri sentimenti, isolamento, rifiuto e via dicendo.
Carl Gustav Jung, che basava la sua psicoanalisi su molte delle conoscenze esoteriche alchemiche e sulla saggezza orientale, considerava il sentiero di accesso agli abissi dell’inconscio un processo legato al lavoro di apertura dei chakra e allo sblocco dell’energia in essi congestionata, processo che egli denominava “individuazione”. Tale processo costituiva per lui il risveglio di quel potenziale sopito in ogni essere umano che, condotto in maniera adeguata, portava alla realizzazione dell’individuo lungo la via che conduce dall’ego al Sé impersonale.
Lo stesso processo, secondo le discipline orientali, è definito “illuminazione” e, come l’individuazione di Jung, corrisponde alla liberazione da tutti gli schemi e le abitudini comportamentali inconsci, con la conseguente elevazione di coscienza e piena manifestazione della vera natura dell’individuo.

I canali energetici: Sushumna, Ida e Pingala
A livello energetico i chakra sono connessi al principale canale d’energia, denominato Sushumna, situato nel midollo spinale, che lungo la spina dorsale va dalla base sacrale, dove risiede sopita la Kundalini, l’energia divina che si ritiene risiedere in forma quiescente in ogni individuo, fino al centro della testa, lungo il quale l’energia scorre sia dal basso verso l’alto che dall’alto verso il basso.
Ai lati di Sushumna si trovano altri due canali minori chiamati rispettivamente Ida, canale femminile che nel trasportare il Prana pare abbia un effetto calmante, donando serenità ed attivando la psiche, e Pingala, canale maschile che attiva la volontà, donando vitalità e creatività attiva. Essi partono anch’essi dall’osso sacro ed arrivano rispettivamente alla narice sinistra e alla narice destra.
Sushumna, Ida e Pingala sono parte del circuito di canali energetici cui la filosofia Hindu fa riferimento col nome di Nadi, i quali, come i chakra, a seconda della grandezza, sono disseminati nel corpo umano in centinaia di migliaia, principalmente, per quanto riguarda le Nadi, all’interno del sistema nervoso.

Kundalini e movimento dell’energia nei chakra
L’energia della Kundalini, quando è risvegliata in maniera appropriata, sale dall’osso sacro alla base della spina dorsale su fino alla corona attraverso Sushumna, passando per la ghiandola pineale, attivandola e generando il risveglio della coscienza superiore.
Al suo passaggio penetra in ciascun chakra che in questo modo viene attivato a purificarsi e ad elevare la capacità del suo campo aurico di entrare in risonanza e connettersi con energie dalle frequenze più raffinate, portando alla trasmutazione di tutti i blocchi e le congestioni energetiche, riconducendo quindi all’originaria integrità l’intera aura dell’individuo, che in questo modo acquisisce la capacità di fare esperienza della realtà in maniera diretta, per quello che è, nel “qui ed ora”, senza i filtri e le distorsioni delle esperienze passate.
Se un chakra è svuotato, congestionato o bloccato, non permetterà all’energia di fluire liberamente lungo Sushumna, influenzando negativamente tutti gli altri chakra e condizionando l’individuo sia a livello fisico che mentale e psicologico. L’importantissimo scopo del movimento dell’energia vitale, infatti, è permettere la manifestazione dell’invisibile nel visibile attraverso un flusso ascendente e discendente che genera due correnti all’interno dei canali energetici, dette “corrente discendente o manifesta” e “corrente ascendente o liberatoria”.
Polarità energetica e correnti di manifestazione
La vita è caratterizzata infatti dalla bipolarità, ossia la sua manifestazione avviene in tutti i corpi sottili dell’essere umano ed in tutti i piani d’esistenza attraverso il continuo muoversi dell’energia vitale nell’oscillare tra due estremi, due poli opposti, che determina la creazione in una continua ascensione e discesa, inspirazione ed espirazione, immissione ed emissione, attrazione e repulsione, e così via.
Abbiamo in questo modo lo Yin e lo Yang, il giorno e la notte, la luce e il buio, la vita e la morte, e via dicendo. Ciascuna delle polarità contiene un seme di quella opposta e, nei cicli di trasformazione, si trasforma nell’altra, come ad esempio il giorno che in un ciclo di dodici ore si trasforma in notte.
Uomini e donne sono polarizzati in maniera inversa, per cui le cariche positive di un uomo corrispondono a quelle negative di una donna; per questo motivo anche i loro chakra ruotano alternati ciascuno in direzione opposta. Ad esempio, il chakra di base femminile ruota verso sinistra, mentre quello maschile ruota verso destra e così, a salire, in maniera alternata.
L’inspirazione e l’espirazione non avvengono solo nel microcosmo, cioè nell’uomo, ma anche nel macrocosmo: le fasi lunari crescente e calante ne sono un esempio rispettivamente di inspirazione ed espirazione.
Per rendere l’idea con una sorta di visualizzazione, possiamo immaginare la Corrente della Manifestazione, flusso della Coscienza, come una luce bianca iridescente che entra dal chakra della corona e che, scorrendo verso il basso, determina il Sentiero dell’Immanenza.
Possiamo fare altrettanto immaginando la Corrente di Liberazione, flusso della Materia/Energia, come una luce bianca iridescente che entra dal chakra di base e che, fluendo verso l’alto, determina il Sentiero della Trascendenza.
Il nostro adeguato radicamento nella Terra e la nostra crescente elevazione verso i piani di coscienza più elevati dipendono dal giusto equilibrio tra il flusso di queste due correnti: saremmo troppo legati agli aspetti materiali e fisici dell’esistenza e impediti nell’evoluzione se il flusso della corrente di manifestazione fosse preponderante o, al contrario, troppo assorbiti dall’interiorità e quindi incapaci di creare nel piano fisico e gestire le questioni materiali se il flusso della corrente di liberazione si presentasse in eccesso.
Meridiani, dimensione verticale e dimensione orizzontale
Esiste poi il sistema dei Meridiani della Medicina Tradizionale Cinese, che forma un sistema altrettanto organico, basato anch’esso sulla polarità Yin/Yang, connesso agli organi, oltre che ai 5 elementi, Terra, Metallo, Acqua, Legno e Fuoco, secondo il pensiero filosofico cinese.
Quanto appena descritto è ciò che avviene in quella che esotericamente è definita la dimensione verticale. Proprio perché l’uomo è una combinazione di spirito e materia ed esiste in lui il seme della realizzazione della sua divinità, in lui coesistono sia la dimensione verticale che la dimensione orizzontale.
Sul piano orizzontale, d’altro canto, vige il principio del Dare e del Ricevere, detto anche Legge di Reciprocità, che influisce sull’evoluzione dell’individuo. Questa legge è basata sulle corrispondenti correnti energetiche, la Corrente di Ricezione e la Corrente di Espressione, che fluiscono attraverso ciascun chakra. Se si trovano in uno stato di eccedenza o carenza l’una rispetto all’altra, queste correnti possono creare dei blocchi che possono essere risolti solo quando i conseguenti conflitti tra le due forze uguali e contrarie vengono nuovamente integrati ed i flussi portati in equilibrio. Tali conflitti vengono in essere quando un’esperienza o un evento turba la coesistenza nell’individuo dei fattori di natura fisica, psicologica, ereditaria, antropologica e così via.
Questo incontro di dimensioni, verticale e orizzontale, trova il suo simbolo archetipale nella Croce Cristiana, molto spesso comunemente legata al solo significato diffuso della sofferenza patita da Gesù.
Chakra superiori, anima e Antahkarana
Queste correnti di energia, mi sembra superfluo riportarlo, non terminano ai confini del corpo umano, in quanto, come abbiamo spiegato nel nostro articolo riguardante l’aura ed i corpi sottili, si muovono oltre, stimolando l’individuo alla sua evoluzione.
Esistono una serie di altri chakra e corpi energetici che partono dal centro della testa, corona, e si inoltrano oltre il corpo nei piani sempre più sottili e raffinati dell’esistenza.
Il chakra subito successivo è il Chakra dell’Anima incarnata. Questo centro si trova a diversi centimetri dal capo e sovrintende alla personalità, irrorandola quando possibile con la sua energia, in attesa che questa stabilisca volontariamente un contatto che le permetta di integrarsi con essa e guidarla.
Questo chakra, a sua volta, è connesso al Chakra dell’Anima Superiore in cui risiede lo Spirito. Il rapporto tra questi due chakra è come quello fra una grande brocca ed una tazza, in cui il Chakra dell’Anima incarnata rappresenta la tazza che riceve energia dalla brocca più grande, l’Anima Superiore.
Vi sono inoltre innumerevoli altri chakra che pare arrivino fino alla sorgente divina, che qualcuno esotericamente considera situata al centro della Via Lattea. Essi appaiono all’esoterista esperto allineati uno sull’altro a formare una colonna di luce chiamata Antahkarana. Questa colonna di luce all’inizio è sottile come un capello, in quanto va sviluppata ed inspessita, in modo da rimanere stabile nel contatto con i piani superiori, attraverso la meditazione.
Il risveglio della coscienza dell’uomo, infatti, non avviene inconsapevolmente come per gli altri regni di natura inferiori, ma richiede uno sforzo volontario. Costruire l’Antahkarana costituisce il vero e proprio viaggio di ritorno dell’essere umano al Padre, che avviene quando l’individuo si unisce prima all’Anima incarnata e poi allo Spirito. Quando questo accade, anche i chakra collegati alla materia partecipano, per cui anche quest’ultima, cioè il corpo fisico, viene irrorata dallo Spirito.
Quando l’aspetto materia si riunisce allo spirito nasce nell’individuo la cosiddetta Coscienza Cristica, che a livello vibrazionale risuona con l’energia del Cristo, che viene finalmente messa in grado di unirsi ad essa in quella che viene detta illuminazione.
Il Cristo è il principio Amore della Gerarchia dei Grandi Esseri, i quali, attraverso il risveglio dell’essere umano, partendo da coloro che anelano, li predispongono, insieme a tutto il pianeta Terra, ad accoglierLo, effettuando la redenzione e la guarigione da tutte le energie basse e dissonanti.
Costruire l’Antahkarana vuol dire anche creare ponti con i Grandi Esseri della Gerarchia Spirituale per quanto riguarda l’uomo, con altri pianeti per il pianeta Terra, e con altri sistemi solari per questo sistema solare.
Questo appena descritto è anche chiamato il Sentiero del Ritorno. Viene definito così perché, essendo il pianeta e tutto il genere umano ormai pronti ad acquisire consapevolezza del loro aspetto divino in maniera cosciente, stanno attraversando la fase evolutiva in cui sono pronti ad effettuare la risalita, fase ascendente.
Agli albori della vita sul pianeta Terra, invece, era la Discesa, fase discendente, quella descritta nel Vecchio Testamento, ossia il processo di incarnazione ed identificazione con la materia e le sue esperienze e manifestazioni, ad essere considerato utile all’evoluzione.
I cicli di sette anni e l’evoluzione dei chakra
Caratteristica dell’esistenza tutta, su tutti i piani, in ogni caso, è il moto, il mutamento, la creatività, la continua rinascita. Niente rimane uguale e tutto si trasforma attraverso cicli frattalici in cui si torna a fare le medesime esperienze, ma ad un’ottava più alta, integrando nuove conoscenze, sempre più vicine ai piani più elevati.
In particolare, secondo l’Antroposofia, i cicli che caratterizzano l’esistenza di un essere umano sono ben definiti e durano ciascuno 7 anni. Durante le fasi di crescita l’individuo subisce particolari influssi ed è portato a fare determinate esperienze che lo mettono in grado di maturare tutti gli aspetti di ciascun chakra, sia sul piano fisico, con il relativo rinnovamento di tutte le cellule del corpo, che mentale, psicologico e animico, passando ogni 7 anni a quello successivo.
In questo processo si considerano solo i 7 chakra maggiori. Si parte quindi dal chakra di base, proseguendo, alla fine di ciascun ciclo, con quello subito dopo. Ogni stadio è suddiviso a sua volta in 7 periodi di un anno ciascuno, in cui ogni anno, sempre partendo dal chakra di base in su, corrisponde a ciascun chakra.
Il ciclo dei sette stadi si conclude al quarantanovesimo anno di età, momento in cui si apre un nuovo ciclo, ad un’ottava più alta, integrando esperienze ed influssi particolari per la nuova fase. Se un individuo arriva ai 98 anni di età e oltre, gli si apre davanti un nuovo ciclo ad un’ottava ancora superiore.
È utile sapere che anche prima della nostra nascita i nostri chakra hanno delle fasi da attraversare, ma con un ordine inverso. In questo processo, dalla corona, l’energia vitale irrora tutti gli altri chakra fino al chakra di base, dove avviene lo sviluppo completo del feto ed il suo collegamento con il mondo terreno.
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I 7 chakra principali
I chakra principali, dunque, sono i seguenti:

Chakra di Base o della Radice – MULADHARA
il chakra della radice è il primo dei sette chakra principali e rappresenta la base su cui si costruisce l’equilibrio di tutti gli altri centri energetici. Esso è legato al radicamento, alla sicurezza, alla sopravvivenza e alla vitalità fisica. Questo centro energetico rappresenta il legame con la terra e la stabilità interiore.
Situato alla base della colonna vertebrale, nell’area del coccige, controlla le ghiandole surrenali e gli organi sessuali. Energizza tutto il corpo, ossa, muscoli, sangue e organi interni. Influenza la vitalità in generale, il calore del corpo e la crescita dei neonati e dei bambini. Come dicevamo, è il centro della sopravvivenza dell’individuo e dell’autoconservazione.
Mette in relazione con la terra ed il mondo fisico. Stabilità, capacità di conseguire. Possiede 4 petali. Mantra: LAM.
Il primo chakra è il chakra del radicamento, della sicurezza di base e del diritto fondamentale di esistere. È collegato all’identità fisica, all’incarnazione, al corpo, alla casa, al nutrimento, alla protezione e al senso di appartenenza alla vita terrena. Il suo elemento è la terra, il suo moto è la stabilità e il suo tema psicologico centrale è la sopravvivenza.
Quando questo chakra è equilibrato, l’individuo si sente presente, concreto, centrato, capace di abitare il proprio corpo e di affrontare la realtà con fiducia essenziale. È il luogo interiore in cui si sviluppa il senso di poter stare al mondo, di avere diritto ad occupare uno spazio, di esistere senza dover continuamente difendersi.
Quando Muladhara è debole o disturbato, possono emergere paura, instabilità, ansia di sopravvivenza, difficoltà a sentirsi al sicuro, sfiducia nella vita, dissociazione dal corpo o eccessivo attaccamento al controllo materiale. Se invece è eccessivamente carico, può manifestarsi in rigidità, accumulo, pesantezza, chiusura e bisogno compulsivo di difendersi.
Dal punto di vista simbolico, il primo chakra è la base su cui si appoggiano tutti gli altri. Se manca una fondazione sufficiente, anche i centri superiori tendono a funzionare in modo instabile. Per questo il lavoro spirituale autentico, prima di elevarsi, deve radicarsi: corpo, respiro, presenza, relazione con la terra, ordine materiale e sicurezza interiore non sono elementi secondari, ma il fondamento stesso dell’evoluzione.

Chakra Sacrale o Chakra del Sesso – SVADHISTHANA
Zona pubica. Organi sessuali, vescica e gambe. Centro creativo inferiore o fisico. Sentimenti primari. Fluire con la vita, sensualità, erotismo, meraviglia ed entusiasmo. Possiede 6 petali. Mantra: VAM.
Il secondo chakra è il centro del sentire, della fluidità, del piacere, della sessualità e della capacità di entrare in relazione con l’altro senza perdere il contatto con sé. Il suo elemento è l’acqua e infatti il suo linguaggio è il movimento, il cambiamento, l’emozione che scorre, la ricettività, il desiderio, la capacità di godere e di lasciarsi toccare dall’esperienza.
Qui il diritto fondamentale è il diritto di sentire. Questo centro riguarda l’identità emotiva, il rapporto con il piacere, la capacità di ricevere nutrimento affettivo e di vivere la propria sensualità in modo vitale e non colpevole. Esso è anche il luogo in cui la vita comincia a muoversi non solo come sopravvivenza, ma come esperienza, gusto, contatto e partecipazione.
Quando Svadhisthana è armonico, la persona sa sentire, desiderare, godere, creare legami e lasciarsi trasformare dall’esperienza senza spezzarsi. C’è flusso, adattabilità, disponibilità all’intimità, creatività incarnata, piacere non dissociato dalla coscienza.
Quando invece è bloccato, possono emergere colpa, vergogna del piacere, repressione emotiva, paura della vicinanza, aridità, dipendenza affettiva o sessuale, oppure oscillazioni incontrollate tra attaccamento e ritiro.
Questo chakra è strettamente connesso alla creatività della vita che prende forma. Se nel primo chakra impariamo ad esistere, nel secondo impariamo a sentire di essere vivi. È il centro del gusto, della polarità, della danza tra sé e altro, della capacità di lasciarsi attraversare dall’esperienza senza irrigidirsi.

Chakra del Plesso Solare – MANIPURA
Si divide in anteriore e posteriore. Il solare anteriore è situato nell’area cava tra le costole e, insieme al solare posteriore che si trova in corrispondenza del primo ma sul lato posteriore del corpo, controlla il diaframma, il pancreas, il fegato, lo stomaco e, in certa misura, intestino tenue e crasso, appendice ed altri organi interni.
Agisce come stanza di compensazione energetica. Inoltre controlla il sistema di riscaldamento e raffreddamento del corpo. Manifestarsi della propria personalità. Assimilazione di esperienze ed emozioni. Strutturarsi del proprio Io. Influenza, potere e forza, miglioramenti e saggezza che derivano dall’esperienza. Possiede 10 petali. Mantra: RAM.
Il terzo chakra è il centro del potere personale, della volontà, dell’autonomia, dell’individuazione e della capacità di agire nel mondo. Il suo elemento è il fuoco: trasforma, digerisce, seleziona, orienta e imprime una direzione. Il suo diritto fondamentale è il diritto di agire.
Qui si forma l’identità egoica sana, cioè non l’ego nel senso di arroganza, ma il senso di sé come soggetto capace di scelta, di iniziativa, di definizione dei confini, di responsabilità e di efficacia.
Quando Manipura è equilibrato, l’individuo sente energia, chiarezza, determinazione, autostima, capacità di dire sì e no, di proteggere i propri confini e di realizzare ciò che intuisce. Quando è carente, possono comparire passività, indecisione, senso di impotenza, compiacenza e difficoltà ad affermarsi. Quando è eccessivo, può degenerare in controllo, aggressività, dominio, competitività esasperata o bisogno di prevalere.
Il terzo chakra è anche il luogo in cui “digeriamo” non soltanto il cibo ma le esperienze. Da qui il suo legame con la metabolizzazione del vissuto, con la capacità di trarre insegnamento, di trasformare il caos in direzione, di convertire l’energia in azione. Se il secondo chakra ci fa sentire, il terzo ci fa scegliere e dirigere. È il sole interiore della persona, il centro in cui l’energia si raccoglie e si organizza in volontà cosciente.

Chakra del Cuore o Cardiaco – ANAHATA
Si divide in anteriore e posteriore. L’anteriore si trova al centro del petto, il posteriore in corrispondenza del primo sul lato posteriore del corpo. L’anteriore controlla il cuore, la ghiandola del timo ed il sistema circolatorio; il posteriore controlla i polmoni, il cuore e la ghiandola del timo.
Qualità del cuore, amore, compassione, partecipazione, empatia, altruismo, devozione, immedesimazione, sincerità. Possiede 12 petali. Mantra: YAM.
Anahata è il centro di equilibrio tra i chakra inferiori e superiori, il ponte fra materia e spirito, fra istinto e trascendenza. Il quarto chakra è il chakra dell’amore, della relazione autentica, della compassione, dell’accettazione e dell’apertura. Il suo elemento è l’aria, che unisce leggerezza, respiro, spazio e movimento del cuore. Il suo diritto fondamentale è il diritto di amare ed essere amati.
Qui si sviluppa l’identità sociale e relazionale: la capacità di incontrare l’altro non per bisogno o controllo, ma per partecipazione reale e presenza affettiva.
Quando il chakra del cuore è armonico, l’individuo sperimenta calore umano, benevolenza, equilibrio fra dare e ricevere, disponibilità alla relazione, capacità di perdono, fiducia affettiva e contatto con la tenerezza. Quando è chiuso o ferito, possono emergere dolore, isolamento, freddezza, iper-difesa, paura di amare, dipendenza affettiva o incapacità di ricevere.
Anahata non è un amore astratto o sentimentale, ma la facoltà di integrare alto e basso, sé e altro, vulnerabilità e forza. È il centro in cui l’individuo smette di chiedere solo “cosa mi manca?” e comincia a domandarsi “come posso essere pienamente presente?”. È qui che il cammino spirituale smette di essere solo auto-sviluppo e diventa apertura del cuore, servizio, compassione e coscienza del legame con il tutto.

Chakra della Gola – VISHUDDHA
Vishuddha è il chakra della gola, centro della comunicazione, dell’espressione e della verità interiore.
Si trova al centro della gola. Controlla gola, tiroide, ghiandole paratiroidee e sistema linfatico. Comunicazione e manifestazione della propria creatività, della propria verità. Evoluzione, autonomia, ispirazione, creatività superiore legata all’accesso ai livelli più sottili dell’essere. Possiede 16 petali. Mantra: HAM.
Il quinto chakra riguarda la comunicazione, la verità, l’ascolto, la vibrazione, il linguaggio e l’espressione creativa. Il suo elemento è l’etere o spazio sonoro, e il suo diritto fondamentale è il diritto di parlare e di essere ascoltati.
Questo chakra è strettamente legato alla creatività come espressione: non solo produrre qualcosa, ma dare voce a ciò che si è, trasformare l’esperienza in parola, canto, gesto, insegnamento, arte o testimonianza.
Quando Vishuddha è equilibrato, la persona riesce a comunicare con chiarezza, autenticità e misura; sa dire la verità senza ferire inutilmente, sa ascoltare, sa creare, sa nominare la propria esperienza e darle forma. Quando è debole, possono comparire timidezza, autocensura, paura del giudizio, difficoltà a esprimere bisogni e vissuti, voce trattenuta o sensazione di non avere diritto di parola. Quando è eccessivo o squilibrato, può manifestarsi in verbosità, dogmatismo, bisogno di imporsi con la parola, dispersione o uso della comunicazione come difesa.
Il quinto chakra è anche il centro in cui l’esperienza si purifica attraverso l’espressione. Ciò che nel cuore è sentito, qui viene nominato; ciò che nell’anima è intuito, qui cerca forma e vibrazione. Per questo è fondamentale sia sul piano relazionale sia su quello spirituale: una coscienza che non sa esprimersi resta incompiuta, mentre una parola radicata nella verità può diventare strumento di guarigione, coerenza e creazione.

Chakra Ajna o Terzo Occhio – AJNA
Si trova tra le sopracciglia. Controlla la ghiandola pituitaria e le ghiandole endocrine e, in certa misura, anche il cervello. Controlla gli altri chakra maggiori e gli organi vitali corrispondenti. Intuizione, discernimento, sviluppo della visione interiore, visione d’insieme, integrazione ed armonizzazione degli emisferi cerebrali, utilizzo della mente astratta. Volontà, capacità di realizzazione e conseguimento. Possiede 96 petali, 2 x 48 petali. Mantra: KSHAM.
Ajna è il centro della visione, dell’intuizione, della comprensione simbolica, del discernimento e della capacità di cogliere i pattern profondi della realtà. Il suo diritto fondamentale è il diritto di vedere. Questo chakra corrisponde a quella facoltà interiore che unisce mente e intuizione, ragione e immaginazione, percezione e significato. Il suo elemento è la luce, perché illumina, rivela, organizza e rende visibile il senso sottile delle cose.
Quando Ajna è equilibrato, la persona sviluppa lucidità, immaginazione disciplinata, capacità contemplativa, comprensione dei simboli, visione d’insieme, intuizione affidabile e discernimento. Quando è carente, possono emergere confusione, difficoltà a vedere connessioni, chiusura mentale, sfiducia nell’intuizione o eccessiva dipendenza dallo sguardo altrui. Quando è eccessivo o mal equilibrato, può manifestarsi in intellettualismo scollegato dal corpo, fantasie non radicate, proiezioni, interpretazioni distorte o fuga nel mentale.
Il terzo occhio non è soltanto chiaroveggenza in senso esoterico, ma capacità di percepire con profondità e coerenza. È il centro della mente che sa contemplare senza frammentare, del pensiero simbolico, della sintesi e della saggezza visionaria. Se il quinto chakra esprime, il sesto comprende; se il terzo organizza la volontà, il sesto organizza il significato. Qui l’essere umano comincia a vedere la vita da un punto di osservazione più ampio e meno egocentrico.

Chakra della Corona – SAHASRARA
In alto al centro della testa. Controlla il cervello e la ghiandola pineale. Illuminazione, contemplazione interiore. Unione con l’Essere e con la Coscienza Universale. Loto dai 1000 petali. Mantra: OM.
Il settimo chakra è il centro della coscienza pura, della trascendenza, della comprensione spirituale e dell’unione con il principio universale. Il suo diritto fondamentale è il diritto di sapere, o più profondamente di conoscere attraverso la coscienza. La corona corrisponde all’identità universale: non più solo “io sono questo”, ma “io partecipo dell’Essere”.
La sua funzione riguarda la connessione con il significato ultimo, con il sacro, con la totalità. Quando Sahasrara è armonico, l’individuo sperimenta senso di unità, apertura contemplativa, fede profonda, capacità di silenzio interiore, percezione del trascendente, ampiezza di visione e resa non passiva ma illuminata alla vita.
Quando è chiuso, possono emergere nichilismo, cinismo spirituale, vuoto di significato, disperazione, separazione dal sacro. Quando è eccessivo o dissociato dai centri inferiori, può degenerare in spiritualismo astratto, fuga dal corpo, idealizzazione, confusione mistica o rifiuto della vita concreta.
La corona non annulla i chakra inferiori, ma li compie. Non ci porta fuori dalla vita, bensì nel suo centro più vasto. Qui la coscienza riconosce di non essere separata dal tutto, e ciò che nei chakra precedenti è stato costruito — radicamento, sentire, potere, amore, parola, visione — trova una sintesi superiore. Il settimo chakra non sostituisce il cammino umano: lo illumina.
Un ultimo cenno va ai chakra che si trovano più in basso rispetto al chakra della radice. Non vale la pena di soffermarci su di essi, in quanto esistono, ma l’essere umano ormai li ha trascesi in forma di veri e propri gusci abbandonati.

Come riequilibrare i chakra e i canali energetici
Le tecniche per agire sui chakra e purificarli, portandoli alla loro originaria integrità, si possono apprendere e praticare su se stessi e sugli altri. Le più corroborate, quali il Reiki, il Pranic Healing, ma in generale tutti i percorsi di crescita interiore, conferiscono gli strumenti per operare una purificazione energetica.
Esse donano inoltre la possibilità di entrare in uno stato di accettazione e rilassamento che è il punto di partenza per la trasformazione di ogni condizione. Queste tecniche possono essere integrate con l’uso di alcuni strumenti naturali che permettono ai chakra di entrare in risonanza, allo stato puro, con le rispettive vibrazioni armoniche e prive di blocchi e congestioni, quali i cristalli, gli oli essenziali, i suoni, i colori ed il contatto con la natura.
“[…] Dunque, pare proprio che il passaggio attraverso
le sofferenze quotidiane rappresenti un processo
pressoché inevitabile. A questo aggiungiamo il fatto
che l’Oro si ottiene per mezzo della
trasmutazione del Piombo, tuttavia, come si afferma in Alchimia,
bisogna già possedere una piccola quantità d’Oro.
Ciò significa che proprio le nostre manifestazioni
di difficoltà e sofferenza costituiscono le sostanze
di base per una trasformazione in senso superiore,
ma solo se, all’interno, il nostro Cuore si è già,
almeno in minima parte, attivato e se siamo già
in grado di produrre un minimo di Presenza
consapevole nel bel mezzo delle manifestazioni
meccaniche. Senza questi due presupposti
nulla è realizzabile, perché non sapremmo
proprio da dove partire.”
Salvatore Brizzi
(estratto da: Le leggi del cambiamento interiore
dal blog: “la porta d’oro”)
“[…] Ebbene,
la prima cosa da comprendere sull’uomo
è che ancora non esiste:
è solo una possibilità, una potenzialità.
L’essere umano può essere, l’uomo è una promessa.
Un cane esiste, una roccia esiste, il sole esiste…
l’essere umano può essere.
Da qui nascono l’ansia e l’angoscia:
può anche mancare quell’opportunità,
non esiste alcuna certezza.
Puoi fiorire, puoi non fiorire;
da qui il tremore, lo scombussolamento,
la trepidazione interiore:
“Chissà se riuscirò a farcela, oppure no?”.”
Osho
(estratto dal libro Chakra: la forza della vita)
Conclusione
Comprendere i chakra e i canali energetici significa entrare in contatto con una visione più ampia dell’essere umano. Ogni chakra partecipa al nostro equilibrio, al nostro benessere e alla nostra evoluzione, mentre i canali energetici permettono alla forza vitale di circolare e sostenere il legame tra corpo, mente, emozione e coscienza.
Prendersi cura dei chakra non significa solo interessarsi all’energia in senso astratto, ma imparare a conoscersi più profondamente, osservare i propri blocchi, favorire l’armonia interiore e ritrovare una relazione più consapevole con la vita.
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Bibliografia e riferimenti:
– “Manuale dei Chakra” teoria e pratica di S. Sharamon & B. J. Bajinski;
– “Miracoli con il Pranic Healing” di Master Choa Kok Sui;
– “Il Libro dei Chakra (il sistema dei chakra e la psicologia)” di A. Judith
– dal web.
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